Archivio per 18 Ottobre 2007

18
Ott
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perchè il diluvio universale è improbabile…

Dovete sapere che, se anche non si direbbe, io ogni tanto penso…poco e male, questo si sa, ma cmq penso, rifletto ed elaboro le mie distorte teorie ^_^ Oggi vi spiegherò, sulla base delle mie riflessioni, il perchè reputo improbabile la vicenda del diluvio universale così come è raccontata nella Bibbia. Acra NoèDunque, tutti sappiamo che Dio (il Dio vendicativo dell’antico testamento, rabbonitosi poi nel nuovo testamento dopo la maternità) disse a Noè di aver l’intenzione di mandare sulla terra una sgravazzata tale da affogare l’intero genere umano, colpevole di essere diventato eccessivamente malvagio. Detto questo, sappiamo anche che gli diede il compito di costruire una grande barca (pensate che fu così preciso da dargli le misure: “Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.”…”e su tre livelli”) per poter trarre in salvo la sua famiglia e una coppia di ogni specie animale. Ed ecco il primo punto debole della storia del diluvio:

  • sapendo che le specie animali presenti attualmente sulla terra sono diverse centinaia di migliaia; stimando che all’epoca di Noè ce ne fossero diverse altre oggi estinte…come avrebbe fatto una barca di soli 150 x 25 x 15 metri a contenerle e trasportarle tutte? Tenendo presente anche la necessità di uno spazio dell’arca atto a contenere il cibo necessario per mantenere gli animali in vita e di uno spazio in cui raccogliere i loro…bisogni (ma questo glielo abbuoniamo, avrebbe potuto benissimo buttarli a mare, tanto chi avrebbe protestato? Erano tutti morti!)…gli ci sarebbe voluto una sorta di mega-Titanic di legno! Altro che una barca di 150 metri!

Cmq, passando oltre, la Bibbia riporta testualmente che una volta che Noè finì di costruire l’arca, di imbarcare una coppia di ogni specie animale ecc ecc “Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra. Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.” Dopo quest’ondata di mal tempo una colomba presente sull’arca del buon Noè, visto il cielo sereno, decise di farsi un voletto e…sorpresa! Tornò all’arca portando con sè un ramoscello d’ulivo a segnalare che non tutte le terre erano state sommerse e che quindi la vita sarebbe potuta riprendere in quel mondo epurato dai malvagi. Ed ecco il secondo punto debole della storia:

  • se tutte le terre erano sommerse e le acque coprivano addirittura i monti più alti…dove è stato trovato quel benedetto ulivo dalla colomba?!? Ammesso che ci fosse stata una terra emersa, si suppone che questa sarebbe stata una qualche vetta incredibilmente alta…ergo la colomba avrebbe dovuto portare con sè una stella alpina, un rododendro, una genziana volendo esagerare! Non un ramoscello d’ulivo, che cresce in pianura/barra collina! Di ulivo ne siamo pieni anche noi in Sardegna dove il monte più alto è il Gennargentu che rispetto alle Alpi sembra un nipotino nano! Quindi, o al tempo di Noè c’era un clima estremamente particolare che permetteva agli ulivi di crescere dove noi oggi vediamo saltellare gli stambecchi; o al tempo di Noè esisteva una particolare specie di ulivo transegnico annoverabile come il primo OGM della storia del mondo…e se così fosse? La Chiesa sarebbe d’accordo la comunità scientifica nel modificare geneticamente gli ulivi così da potergli permettere di crescere in alta montagna rendendoli più vicini al divino ulivo biblico?

Con questi interrogativi essenziali per la vostra esistenza vi lascio e finisco il mio pranzo…e mi preparo a studiare economia -_-”’ Buona giornata a tutti!
Ah, sono ben accetti commenti/critiche/ulteriori spiegazioni alla faccenda del diluvio :D Ciau