“Benvenuto in HERMES”, questo è il messaggio che compare a tutti noi, studenti bolognesi, quando utiliziamo il servizio di e-mail fornitoci dall’università. Il nome promette più che bene, Hermes era infatti il mitico messaggero degli dei ecc ecc quindi si suppone che questo servizio sia strafichissimo e consenta di inviare e-mail stravvanate, (perdonatemi il sardo XD) mazzi, razzi e cazzi al mondo intero come mai si è riusciti a fare sinora *_* Per farla breve…tutto quest’entusiamo finisce non appena si “tenta” di utilizzarlo ^^’ Quanto scriverò ora è totalmente ripescato dalla mia memoria, difatti, avendo perso la password del mio account circa un anno fa e non ricordando quante e quali lettere maiuscole avessi messo nella risposta alla mitica “domanda di riserva” (sì, sono un pirla, potete scrivermelo apertamente nei commenti stavolta) non mando e-mail con Hermes da secoli…e la cosa non mi mancava troppo se pensate che solo oggi ho cercato di riutilizarlo XD
A ogni modo, parlando di Hermes, la prima cosa che colpisce è la sua grafica: ci si trova davanti a una schermata color vestito da lutto della perpetua che, se non fa entrare in depressione anche Ronald McDonald, lo spinge quantomeno a toccare ferro e a darsi una bella grattata ai suoi pon-pon…la seconda cosa è la totale mancanza di cartelle contenenti le e-mail inviate o cmq in uscita…no, il servizio non è tanto efficiente da giustificare l’assenza di quelle beneamate cartelline, è è più facile che arrivi un messaggio spedito con un piccione viaggiatore in tempo di aviaria di uno mail mandato tramite Hermes ^^’ Cmq, nonostante tutto oggi ho cercato di rientrare in possesso ufficialmente del mio account di posta…peccato che, come ho già detto, avessi dimenticato password e risposta alla domanda da me stesso postami ^^’ Eccomi quindi davanti al problema fondamentale di Hermes: non esiste un servizio di recupero password!!! O se esiste io non riesco ad utilizzarlo (il che è probabile XD). Dopo aver passato una buona mezz’ora a vagare sulle pagine della guida in linea senza cavare un ragno dal buco, ho cercato su google un modo per recuperare la mia parolina magica…così, dopo aver letto topic e topic di lamentele in merito (a cui si aggiungerà questo) mi sono finalmente imbattuto in un sito (ancora non ben identificato) che mi ha consentito di cambiare la password da me impostata (che tutt’ora continuo a ignorare) così da poter riaccedere a…qualcosa! Qualcosa perchè ho cambiato una password ma non la password dell’account di posta elettronica dato che lì continuo a non riuscire a entrare XD La domanda che sorge spontanea allora è “Esattamente cosa ho cambiato?”; e viene obbligatoriamente seguita da “Questo cambiamento avrà delle conseguenze? E se sì, quali?” 3 domande a cui non so nè se nè quando avrò risposta ^^’
Tirando le somme: se uno studente accede al suo account su Hermes possono esservi 3 possibili ragioni:
- Ragione A: lo fa per un semplice errore: credeva si trattasse di un server funzionante per emule (ridateceli!!!) o, più banalmente, di un qualche sito porno;
- Ragione B: si tratta di quella volta nella vita in cui ci entra per mettersi la coscienza apposto. Un po’ come quando, durante la prima confessione, si confida al prete che ci si fa le seghe per poi dare in futuro per assodato che lui, sapendo già la cosa, non debba ricevere ulteriori aggiornamenti in merito;
- Ragione C: è masochista e lo fa per puro autolesionismo.
Per finire, voglio dare un consiglio ai responsabili di Hermes: ragazzi, la cose sono due: o cambiate qualcosa nel servizio e soprattutto mi dite con che password accedere alla mia casella (francesco.muggiano@studio.unibo.it, vi scrivo anche l’indirizzo! Un appello più accorato di questo non lo so fare); o oltre al “Benvenuto in Hermes” che appare al momento dell’entrata aggiungete un “Vi prego, non abbandonatelo” al momento dell’uscita ^_^ Grazie dell’attenzione e buona serata.
P.S. Hotmail rulez! XD
Strani in primo luogo per la forma (giudicate voi stessi…sì, l’acqua esce proprio la quella parte lì…) e in secondo luogo per il funzionamento! Difatti, quest’orrida rubinetteria falliforme, che “pisciava” letteralmente acqua nel lavandino (un bel lavandino quello, non c’è che dire ^_^) aveva il getto regolato sia nella temperatura che nell’intensità, da una sorta di ulteriore “pirillo” sovrastante. Regolato per modo di dire XD non avete idea di quanto mi ci sia voluto per capire come funzionasse quel coso XD Tenendo presente acqua calda = sinistra e acqua fredda = destra, si suppone che, per avere un getto d’acqua non troppo forte ma neppure troppo caldo, “il pirillo” vada leggermente spostato sulla sinistra, giusto? SBAGLIATO! In uel caso infatti il rubinetto spiscetta un rivolo di acqua piuttosto scarso ma tanto caldo da poterci riempire il lavandino e farci degli spaghetti! Ergo, per avere un getto d’acqua non troppo forte ma neppure troppo caldo, “il pirillo” andrà spostato dove? Ulteriormente a sinistra? Sbagliato ancora…in quel caso il getto aumento dintensità, ma l’acqua resta cmq tragicamente ustionante (e questo l’ho scoperto mentre cercavo di farmi il bidet…che dolore al…pirillo XD)…cmq, dopo vari tentativi ho finalmente scoperto che l’acqua tiepida, la nostra beneamata acqua tiepida, si otteneva posizionando il pirillo (del rubinetto stavolta) in posizione leggermente decentrata verso la sinistra…ma attenzione, decentrata di pochi millimetri, altrimenti SPLASH! un getto d’acqua bollente dal rubinetto, e due patate lesse a voi ^^’ A ogni modo, la cosa più assurda di questo rubinetto dal design brutto e vagamente fetish, è l’assoluta impossibilità di ottenere un getto che sia tiepido ma con una certa portata! La temperatura è infatti regolata da uno spostamento millimetrico del pirillo verso sinistra o verso destra…ma per aumentare il getto, suddetto pirillo andrebbe spostato ulteriormente…creando sì un signor getto d’acqua, ma bollente oppure gelido, niente mezze misure ^^’ Dico io, quei bei lavandini con un rubinetto per l’acqua calda e un rubinetto per l’acqua fredda, che fine hanno fatto? Perchè design moderno spesso significa “attenzione, oggetto pressocchè inutilizzabile”? E poi, anche ammesso che questo rubinetto avesse un design moderno e funzionale…perchè cazziforme? XDDDDD
“cosa riesce a fare un ragazzo di 21 anni con un mouse, una matita e due pezzetti di carta”…guardatelo, non è meraviglioso? E’ un topo-mouse! XD Persino il cellulare si rifiutava di trasferire la foto di questa boiata sul pc! Segno che certi parti mentali è meglio tenerli segreti…XD L’ho fatto questo pomeriggio durante una spiegazione di cinetica enzimatica (almeno, credo fosse cinetica enzimatica, come potete vedere ero troppo impegnato in altro per esserne sicuro). Questo topo (che neanche al liceo mi sarebbe venuto in tempo di fare) prova che con l’aumentare degli anni la gente (io nel particolare) rincoglionisce
Il terzo problema si è presentato quando ho cercato di mangiare (sempre con le bacchette, credete abbia desistito?) una coda di gambero (eccola nell’immagine, l’infida stronza XD)…inizialmente è andato tutto bene: l’ho presa e tenuta ben salda, me la sono portata alla bocca, ho dato il primo morso e…cazzo! mi si è incastrata tra gli incisivi!!! XD Non ero più in grado nè di continuare a mangiarla nè di togliermela di bocca (a meno di non usare mani o un’eventuale forchetta tragicamente assente -_-”’) così sono rimasto con una coda di gambero che, perdendo riso e alga, mi penzolava dalla bocca mentre cercavo in ogni modo possibile di…disincagliarla…scena che ha fatto leteralmente scoppiare a ridere il tavolo accanto ^^’ una signora mi ha anche detto “Eh, capita quando si va al giapponese” o almeno questo ho capito tra una risata e l’altra ^^”’
Dunque, tutti sappiamo che Dio (il Dio vendicativo dell’antico testamento, rabbonitosi poi nel nuovo testamento dopo la maternità) disse a Noè di aver l’intenzione di mandare sulla terra una sgravazzata tale da affogare l’intero genere umano, colpevole di essere diventato eccessivamente malvagio. Detto questo, sappiamo anche che gli diede il compito di costruire una grande barca (pensate che fu così preciso da dargli le misure: “Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.”…”e su tre livelli”) per poter trarre in salvo la sua famiglia e una coppia di ogni specie animale. Ed ecco il primo punto debole della storia del diluvio:
per farlo più buono e io aspettavo che loro uscissero dalla cucina per saricarlo nel lavabo delle pentole ^^’ E ora eccomi qui adaspettare che il mio latte bolla nel suo pentolino (tra l’altro devo stare attento che non ci si formi quell’odiosa pellicolina bianca) mentre vi racconto il mio dramma ;_; No, non posterò una foto di me in vestaglia con maglione sopra che tengo in mano la mia tazza gialla colma di latte, la mia autostima me lo impedisce…beccatevi piuttosto quest’immagine XD Cmq, ora vado prima che il late inizi a straripare, come il Nilo in piena, sui fornelli aggiungendo nuove macchie alle centinaia che già ci sono 
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